Politicamente scorretta forse.
Ma divertente.



Il Pio Albergo Trivulzio ha una nuova ala dedicata a Mamma Rosa.
MAMMA ROSA BERLUSCONI
Carlo Rossella per “
Dietro un grande uomo c’è sempre una grande mamma. E mamma Rosa, morta ieri a Milano all’età di 97 anni, è stata davvero una gran mamma per Silvio Berlusconi.
Lei però non se ne è mai vantata. Emilio Fede, che la frequentava e la conosceva bene, ricorda: «Diceva sempre di essere una madre come tutte le altre». E così dicendo Rosa Bossi raccontava una terribile avventura corsa quand’era una giovane sposa e lavorava a Milano. Sola, col marito rifugiato in Svizzera per sfuggire ai fascisti, era in viaggio su un treno di poveri pendolari diretto nella capitale lombarda. Erano i tempi della Repubblica di Salò. Un gruppo di soldati nazisti irruppe nel vagone per arrestare dei giovani italiani. «Non toccateli», gridò la signora Bossi, «per prenderli dovrete passare sul mio corpo». I tedeschi, di fronte al coraggio della donna, lasciarono perdere.
Ecco, la signora Rosa, minuta e bella (da giovane aveva fatto anche la modella per un pittore) era molto coraggiosa. E al figlio Silvio faceva una quotidiana iniezione di coraggio.
Quando lui decise di scendere in politica, le chiese un parere, visto che alcuni amici intimi gli avevano consigliato di non farlo. La mamma lo spronò: «Vai, ti faranno del male i tuoi nemici, ma se senti che questo è il tuo dovere non tirarti indrè».
Il senso profondo del dovere ha accompagnato la signora Rosa per tutta la vita. Il carattere, dolce e forte allo stesso tempo, è stato una buona scuola per il Cavaliere. Una scuola lombarda, milanese, di quelle che spronano gli uomini a partire da zero per costruire grandi cose.
Mamma Rosa era saggia, intelligente, realista. Era pragmatica, come pragmatico è Berlusconi.
I due si specchiavano una nell’altro. Lei gli era indispensabile con consigli, amore, presenza. Si sentivano, come ricorda ancora Emilio Fede, «più di una volta al giorno». E nelle circostanze più incredibili, fosse anche un Consiglio dei ministri, o un summit internazionale. «C’è la mamma», sussurrava la fedelissima Marinella Brambilla. E lui lasciava capi di Stato, ministri, amici per parlarle, raccontarle quel che stava facendo. Poi tornava in riunione, magari citando una frase di mamma Rosa.
Lei, che non si preoccupava certo di rimproverarlo, come fanno tutte le mamme coi figli, era da sempre la sua maestra di buon senso.
Finché è stata bene ogni domenica mamma Rosa ha di fatto presieduto il grande pranzo di famiglia a Villa Belvedere di Macherio. Vi arrivava dopo aver lasciato la sua abitazione al Lorenteggio, la prima casa costruita da Berlusconi e nella quale è morta. Berlusconi, seduto a tavola accanto a lei, le teneva la mano. Così come ha fatto in questi giorni di agonia, sdraiandosi accanto e stringendo quelle dita che lo avevano accarezzato da piccolo e da grande. I figli di tutte le età hanno bisogno della carezza della mamma, un gesto che trasmette sicurezza, amore, comprensione, perdono.


e superpippo contro i malviventi.
Era il 1997 o 1998 non ricordo.






"NO QUESTA E' UNA CASA POPOLARE.NON C'E' POSTO PER CHI E' SENZA FISSA DIMORA"

