Ken Loach non andrà al Torino film fest per solidarietà con dei lavoratori di una cooperativa del Museo del Cinema ingiustamente(pare) licenziati.
Trovo questo gesto coerente e ammirevole.
Il buonista Gramellini avrebbe preferito vederlo sul palco a ricevere il premio e lottare per gli oppressi con qualche dichiarazione che il suo giornale (La Stampa) avrebbe inserito in un trafiletto e tutti i mass media avrebbero cestinato,in un'epoca in cui ormai neanche gli operai sui tralicci,che ricevono la solidarietà puntuale di qualche radical chic che si dichiara dalla loro parte,riescono a farsi sentire.
Non si parla quasi più neanche di quelli che si suicidano.
E allora l'unica cosa che resta a chi ha davvero la schiena dritta e' negare la possibilita' agli sfruttatori di fregiarsi della loro presenza e magari farsi belli con qualche foto.
Con il buonismo stucchevole non mi pare che si sia mai ottenuto qualcosa e questa nuova tendenza radical chic a porgere l'altra guancia quando ti randellano mi sembra davvero(questo si') tipica di chi in realtà non sa cos'è la crisi e non si vuole sporcare troppo le mani.
In merito al licenziamento dei lavoratori mi viene da dire che magari verrà fuori che è' regolare,ma in ogni caso trovo ingiusto che un comune di sinistra come Torino permetta che si utilizzino le cooperative nelle sue strutture;tutti sanno quali sono le condizioni di lavoro(legali purtroppo) a cui sono costretti a sottomettersi i dipendenti delle cooperative.
Solito difetto della sinistra:tante parole,tanti principi e poi alla fine si comportano peggio di quelli di destra.
Che sa un po' di presa per il culo.
Com'e' che nessuno ne parla?Mi piacerebbe che i buonisti si sporcassero un po' le mani con queste cose.
Gramellini ha definito questa una protesta da museo;sarà,ma al museo si va per imparare.
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giovedì 22 novembre 2012
lunedì 22 novembre 2010
una massa di conigli
Non ci credo.
Sono andato sul sito di Paris Match per avere conferme.
Ho cercato notizie sui quotidiani online del Belgio.
Non riesco a credere che in Belgio ci fossero un gruppo di operai che per divertimento, sistematicamente vessava e torturava un collega di lavoro.
Nelle immagini che risalgono al 2002 si vede che la vittima, Daniel, viene legato con dello scotch a un bancale di legno, il viso coperto da insulti scritti col pennarello indelebile, vittima di fellatio simulate. Altre volte è stato rinchiuso in una gabbia, coperto di polvere di talco, spogliato davanti alle colleghe donne, bagnato con acqua ad alta pressione: pollice della mano elegamenti della caviglia rotti.
A dare il via a questa escalation di violenza fisica è stato proprio il suo responsabile, Sebastiano, al quale via via nel tempo si sono aggiunti altri colleghi.Inutili i tentativi di Daniel, impiegato come magazziniere, di segnalare la cosa alla direzione della fabbrica: le sue parole non sono mai state ascoltate. Vana anche la richiesta di aiuto presentata agli uffici di medicina del lavoro. Così lui ha continuato a subire in silenzio. Fino ad ora. Fino a quando non ha trovato il coraggio e la forza di raccontare tutto alla moglie Chantal e alla figlia Sandrine e di denunciare gli abusi.
Ma non ci saranno conseguenze penali per l'azienda e i colleghi,ne' potra' fargli causa,perche' l'unica prova e' il video,del 2002,ma e' troppo vecchio.
Questo genere di reati infatti in Belgio va in prescrizione dopo 5 anni
La prima cosa che ho pensato e' la fatica che deve aver fatto per nascondere per 10 anni a sua moglie e sua figlia tutto questo.
E anche poi come deve essere stato difficile rivelarglielo.
Poi ho pensato ai torturatori.Non al capetto arrogante,ma al resto del gruppo,composto di persone che magari non erano d'accordo ma che dovendo scegliere,si sono schierati con il piu' forte e non con il debole.
E' vero.
La massa si muove in blocco ed e' composta da conigli.
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